Emilia rubava. La sorpresi per la prima volta un mercoledì pomeriggio, di ritorno da scuola. Mia madre era in salotto, giocava a carte con le amiche del tennis; pioveva, quel giorno, pioveva dall’inizio della settimana, sicché loro s’erano trasferite dal campo sportivo a casa nostra, portandosi dietro le racchette, come scolare che avessero marinato unaContinua a leggere “Settimo comandamento”
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Io sono una creatura d’acqua
Io sono una creatura d’acqua. Il salotto di casa è il mio mare e io sono un pesce. Nuoto tra il divano e le poltrone, agito le braccia come pinne, le gambe come pinne; non metto mai la testa fuori, non ci provo perché ho paura: mia madre è stata chiara. Mi ha detto: –Continua a leggere “Io sono una creatura d’acqua”
Non era così
Di quella sera mi ricordo la pizza; era estate, le donne avevano trascinato le sedie della cucina sui marciapiedi, portandole giù per le scale, e se ne stavano di fronte alla strada, sporgendosi negli spazi tra le auto parcheggiate, come se fossero davanzali di finestre. Avevo chiuso io il salone della parrucchiera che mi davaContinua a leggere “Non era così”
L’estranea
Quella mattina non mi alzai. Sentii una voce chiamarmi, – Mamma -, non la riconobbi; chiusi gli occhi e non mi mossi, restai immobile, le mani intrecciate sul petto, una tempesta di puntini rossi, verdi, blu sotto le palpebre. – Mamma, è tardi -, ma quella mattina non ero nessuno, non c’ero, non ero madre,Continua a leggere “L’estranea”
Convivenza
Quando mio marito uscì di casa, mi sentii leggera. Provai il sollievo di chi sta per trascinarsi su per le scale la valigia di un trasloco ed esita ai piedi della rampa, ma qualcuno lo sorprende alle spalle, gli libera le mani e gli allevia l’ascesa. Mi concentrai sul vuoto che aveva lasciato – spazioContinua a leggere “Convivenza”
Mia sorella
Salirono un uomo e una donna, un attimo prima che si chiudessero le porte. Lui entrò per primo e urlò un’imprecazione contro l’autista, lei lo seguì, cappotto rosso che le arrivava alle caviglie nude, scarponi militari ai piedi. Stavano litigando in una lingua che non conoscevo, si rovesciavano addosso suoni strozzati e pieni di consonanti,Continua a leggere “Mia sorella”
Paura di lei
Sul balcone trovai un nido di piccioni. Vi si erano installati da qualche settimana e me ne ero accorta soltanto quando ormai avevano preso residenza, avevano smesso di essere ospiti di passaggio e si erano stabiliti definitivamente, imprimendo una svolta sedentaria alla loro esistenza incerta. Era l’inizio di gennaio, le luci di Natale iniziavano aContinua a leggere “Paura di lei”
Malasorte
Con una mano, liberai il volto dai capelli, li spostai tutti sull’altra spalla; premetti più forte il telefono contro l’orecchio e trattenni il fiato. – Pronto -, azzardai di nuovo. – Pronto, pronto? -, e tacqui, gli occhi spalancati, come se potessero vedere dall’altro capo del filo, come se potessero attraversare i cavi e uscireContinua a leggere “Malasorte”
Segreti
– Ricomincia dall’inizio, forza. Daccapo -. Daccapo. Quante volte l’avevo sentita pronunciare quella parola, – Daccapo -, quante volte avevo annuito, avevo distolto lo sguardo dalla pagina, lo avevo portato sul volto di Santa Lucia, gli occhi bianchi suoi persi nel vuoto, quelli sul piattino fissi sui miei errori. – Scusi -, avevo detto, eContinua a leggere “Segreti”
In fuga
A Ljubov, alla sua famiglia – Come sei bella -, mi disse una donna, e mi prese le mani, gli occhi azzurri screziati di giallo fissi nei miei. Non sapevo chi fosse, per quale ragione si trovasse là: ero stata io a invitarla? – Grazie -, le risposi, – Grazie di essere venuta -, eContinua a leggere “In fuga”