Casa di mia nonna è diventata un negozio d’armi. Quando ci sono passata davanti, l’altra mattina – erano quindici anni che non tornavo, quindici anni di vita e di oblio –, quando ci sono passata davanti ho pensato fosse una bottega di articoli per parrucchieri, un commercio all’ingrosso – cosmetici, prodotti per lavare i pavimenti,Continua a leggere “Burro e marmellata”
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Mentire
Non le ho mai detto niente. Doveva essere un segreto, lo è rimasto, non l’ho tradita, come avrei potuto? O, meglio: ho mentito, ma l’ho fatto a fin di bene. Mentire è una medicina, mentire aggiusta, all’inizio è una finzione, all’inizio è tutta una maschera, come quando hai la febbre e ti prendi la tachipirinaContinua a leggere “Mentire”
L’appuntamento
Mi dice che è già arrivata, che mi aspetta. Mi dice di fare con calma, non la riconosco: prima ero sempre in ritardo, prima era sempre ora, era tardi, l’autobus sarebbe passato e sarei rimasta a terra, una giornata buttata, un’altra giornata d’una vita che stavo sprecando. Non avevo mai saputo che farne della vita,Continua a leggere “L’appuntamento”
Acqua
Acqua Il primo ricordo che ho di lei è sott’acqua: il suo volto è immerso completamente, ha gli occhi chiusi e la pelle più bianca del solito, i capelli sparsi tutt’intorno, il sesso ch’è una macchia scura e sinistra. È acqua pulita, senza sapone, a lei piaceva così. Mi sporgo sul bordo della vasca daContinua a leggere “Acqua”
Bassa temperatura
La lezione di musica era finita da più di mezzora, quando iniziò a piovere; raccolsi la custodia del violino dalle scale, dove l’avevo poggiata, e la strinsi tra le braccia, mi addossati alla parete. Col piede sfiorai la bocca della grondaia, poi lo ritrassi in fretta: la primavera precedente, avevo visto un ratto lì davanti.Continua a leggere “Bassa temperatura”
Lasciarsi al supermercato
Ad accoglierci trovammo una pila di panettoni; una pila disordinata, più una catasta, legna da ardere ma ancora troppo fresca, impregnata d’estate, impossibile da incendiare. Era presto per dar fuoco a tutte quelle buone intenzioni – scritte d’oro su sfondi rossi, su sfondi blu, il rosa pallido del cartone del pandoro – ma, spostando ilContinua a leggere “Lasciarsi al supermercato”
Figlia unica
Carlotta era nata da cinque settimane quando ce ne separammo. Non fu facile, cinque settimane sono un tempo lungo abbastanza per affezionarsi, per abbozzare una consuetudine. La mattina spegnevo la sveglia un attimo prima che suonasse, ma Carlotta aveva già gli occhi aperti, li vedevo brillare nel buio della mia stanza, o forse non eranoContinua a leggere “Figlia unica”
Solitudine. Una rivelazione.
Sul tavolo trovai i resti della colazione; accesi la TV, i cartoni animati che guardavamo ogni mattina erano appena iniziati e il mio sguardo si diresse verso l’angolo dello schermo, sul logo del programma per bambini ch’era diventato parte delle mie coordinate quotidiane. Un appiglio, come prima erano le canzoni dei Daft Punk, dei BelleContinua a leggere “Solitudine. Una rivelazione.”
Uscita di scuola
Spensi la radio, diedi un’occhiata al forno – ancora trenta minuti di cottura: faccio in tempo ad andare e tornare –, e uscii di casa. Ero in ritardo; camminai svelta verso la scuola – presto, fa’ presto –, mi tirai su il bavero della giacca. Erano i primi di ottobre, il vento iniziava a raffreddarsiContinua a leggere “Uscita di scuola”
La rapina
Scesi dal treno per primo, andai incontro alla banchina vuota e al capostazione, che indietreggiò, istintivamente, come se avesse intuito un pericolo o come un piccione, quando gli cammini troppo vicino. Era passato molto tempo dall’ultima volta, eppure nulla era cambiato: i mattoni rossi sotto il cartello blu, che riportava il nome del paese, iContinua a leggere “La rapina”