– Cos’hai da ridere? -, mi chiese. La voce di mia madre mi colpì dritta alla nuca, nello spazio pallido e nudo tra l’orlo della maglietta sudata e l’attaccatura dei capelli, che mi erano appena stati tagliati troppo corti. – Te li spunto soltanto -, mi aveva promesso, con le forbici da cucina in mano,Continua a leggere “Dagli occhi ci vedeva bene”
Archivi dell'autore: mavie daponte
Eternità
Del fumo ci eravamo già accorte tornando a casa col motorino, quel pomeriggio. L’avevo sentito in fondo alla gola e avevo chiuso forte gli occhi, premendo il naso contro la schiena di mia madre, contro il giubbotto di jeans che mi prestava, ogni tanto, e che era impregnato del suo deodorante da uomo. Poi avevamoContinua a leggere “Eternità”
Lotteria istantanea
Una donna le urtò la spalla e la superò, trascinandosi dietro un carrellino della spesa. – Oh, la prego, non si scusi, non ce n’è bisogno! -, le urlò, ma la donna non ci fece caso, continuò a camminare, oltrepassò la chiesa e poi tornò indietro, si fece il segno della croce, inginocchiandosi goffamente. –Continua a leggere “Lotteria istantanea”
Tra donne
Il sacchetto di plastica mi colpì in mezzo al petto; feci per prenderlo al volo, ma cadde a terra e mia madre rise, mia nonna anche. Solo mia zia Antonia scosse la testa, – Certo che avete sempre voglia di scherzare! -, commentò, e fece schioccare la lingua sul palato, si chinò verso il pavimento,Continua a leggere “Tra donne”
Errore di calcolo
Le sue preferite erano le donne. Soprattutto se avevano più di sessantacinque anni, un numero variabile di ex mariti, figli e nipoti e, possibilmente, un’incontenibile passione per le vite degli altri. Più di tutto, apprezzava la loro generosità, la totale assenza di avarizia nell’ingigantire tresche, vizi e tradimenti, per consegnarli al silenzio professionale del suoContinua a leggere “Errore di calcolo”
Pedinamento
Lo aspettò per tutta la mattina, prima di vederlo uscire dal portone di casa. Si era appostata di fronte, appoggiata a un’auto rossa, sin dalle sette e mezza; sperava di incontrarlo a quell’ora, quando lui scendeva a comprare i giornali. Lo aveva sempre fatto, o perlomeno era quello che lei ricordava: ogni giorno, appena sveglio,Continua a leggere “Pedinamento”
Le madonne mi sorvegliavano
A Roma venni accolta dalle madonne; mi sorvegliavano, serie e mute, dagli angoli dei palazzi, dalle teche illuminate e adorne di fiori finti, affacciate agli stipiti dei portoni. All’inizio, quel loro sguardo desolato e immobile mi atterriva: evitavo di sollevare la testa verso di loro, mi comportavo come se volessi sottrarmi al saluto indagatore diContinua a leggere “Le madonne mi sorvegliavano”
La decisione
Quando tornavamo dal mare, avevo voglia di nascondermi: mi facevo la doccia in fretta, appoggiavo la schiena scottata contro le piastrelle del bagno, e intanto ascoltavo mia madre parlare con sua sorella, in cucina, dall’altra parte del muro. Spesso c’erano anche mia nonna e mio zio, il fratello di mia madre. Si scambiavano i suoniContinua a leggere “La decisione”
La revisione
– Mio padre non viene -, annunciavo, e a scuola gli altri mi guardavano dubbiosi, si domandavano come sarei tornato a casa, chi sarebbe venuto a prendermi. – Non c’è, è andato a fare la revisione -, spiegavo allora, e mostravo le chiavi di casa appese al collo, indugiavo, prima di aprire l’ombrello rosa aContinua a leggere “La revisione”
Di controra
In quei giorni, la pandemia era soltanto una voce in televisione, alla radio; raccontavano della Cina, dei polmoni infestati, della gente che moriva, che se ne andava senza poter salutare. Mi sintonizzavo su un’altra stazione per non sentirne più parlare, mentre andavo al lavoro e Delia, seduta accanto a me, sbuffava, abbassava i finestrini, inveivaContinua a leggere “Di controra”